
Nella Regione che si fa vanto di aver approvato una legge del turismo punitiva nei confronti di chi mette a reddito nel settore ricettivo un suo immobile non possiamo accettare che di fronte a una vicenda imbarazzante come quella di Montedomini la Giunta toscana non spenda una parola di chiarezza.
Il presidente Giani, solitamente loquace nel trattare le questioni fiorentine, ci dica nel dettaglio cosa ne pensa della gestione della storica istituzione fiorentina, come questa si concili con gli indirizzi approvati dal campo largo toscano e quali sono i poteri della Regione nei confronti delle Asp.
Le aziende pubbliche di servizi alla persona fanno parte del sistema regionale integrato degli interventi e dei servizi sociali. Non lo dice l'opposizione, ma una legge regionale. Trincerarsi dietro debolissime critiche o silenzi imbarazzati e imbarazzanti non è coerente con l'attitudine del presidente Giani, del suo attaccamento alle tradizioni storiche fiorentine e della sua conoscenza della legislazione. E a questo proposito, visto il telegrafico commento in merito alle competenze della Regione, ci farebbe piacere conoscere a quale legge si riferisce.
Ma al di là degli aspetti tecnici resta il paradosso di istituzioni che per anni hanno favorito la trasformazione della città svuotando il centro di sedi, servizi e funzioni e altre scelte discutibili. Con la conseguenza dell'espulsione dei residenti. Salvo poi svegliarsi vietando ai cittadini di aprire un b&b, ma permettendo di farlo a un ente come Montedomini. Ente che, al pari di tanti, troppi altri, a Firenze e in Toscana vede ai vertici sempre i soliti noti.
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