
Sulle nomine degli enti regionali siamo ormai al caos, tra improvvisazione e scarsa trasparenza. Le procedure sono bloccate, alcuni enti vengono commissariati, per altri si annunciano cambi di governance, mentre continuano a circolare nomi e candidature senza che sia chiaro quale sia davvero l'indirizzo della Giunta. Da un lato abbiamo un Consiglio regionale che non conosce le reali intenzioni della Giunta e avvia le procedure per le nomine, peraltro con i soliti noti autocandidati, dall'altro il presidente Giani interviene a fermarle in corsa, facendo emergere questioni e indirizzi che avrebbero meritato ben altra condivisione con il Consiglio. È esattamente quello che sta accadendo con Fondazione Toscana Spettacolo (clicca qui per approfondire).
Mentre decine di nomine, anche molto rilevanti per il funzionamento degli Enti regionali, sono bloccate da mesi solo ed esclusivamente perché la maggioranza multicolore che governa la Regione non riesce a trovare un accordo. Stanno tenendo in ostaggio da quasi un anno enti ed agenzie solo perché non riescono a trovare un accordo interno. E sono senza vergogna. Pensano di poter utilizzare le Istituzioni come il giardino di casa loro.
Ecco cos'è successo. La presidenza del Consiglio regionale aveva avviato la procedura per il rinnovo degli organi della Fondazione, erano state presentate le candidature e si stava procedendo secondo il percorso previsto, seppure con grande ritardo. Poi, improvvisamente, il presidente Eugenio Giani ha chiesto di fermare tutto, annunciando il commissariamento della Fondazione e la volontà di trasformarla successivamente in un'agenzia regionale. Una decisione che, evidentemente, non nasce nel giro di poche ore, e che avrebbe - in ogni caso - meritato ben altra condivisione con il Consiglio.
Ma Fondazione Toscana Spettacolo non è l'unico ente interessato in questi mesi da commissariamenti, cambiamenti ai vertici o discussioni sulla governance.
Il tema riguarda un sistema molto più ampio di agenzie ed enti dipendenti della Regione, sul quale sono intervenuti anche i rilievi della Corte dei Conti, che ha richiamato la Toscana alla necessità di una razionalizzazione e di una revisione della governance.
Abbiamo assistito al commissariamento dell'Orchestra della Toscana, così come per l'Agenzia Regionale di Sanità, ai cambiamenti che interessano Toscana Promozione Turistica e non solo. Intorno a queste scelte sono stati fatti nomi, candidature e ipotesi che inevitabilmente si intrecciano anche con gli equilibri politici all'interno della maggioranza di sinistra regionale, evidentemente sempre più impegnata ad utilizzare enti, nomine e incarichi come terreno per i propri giochi di potere, invece che pensare ai cittadini toscani.
Il caso di Fondazione Toscana Spettacolo rende particolarmente evidente questo problema.
Da una parte il Consiglio regionale avvia la procedura per il rinnovo del consiglio di amministrazione e riceve le candidature, mentre dall'altra, pochi giorni dopo, il presidente della Regione chiede di sospendere tutto perché intende commissariare l'ente e modificarne profondamente l'assetto.
E tra le candidature erano già comparsi, peraltro, nomi ben conosciuti nel panorama politico e istituzionale toscano.
Ma se la Giunta stava già maturando la scelta del commissariamento e della trasformazione della Fondazione, perché è stata lasciata partire una procedura di nomina destinata ad essere fermata?
Qual è il disegno complessivo che la Giunta sta portando avanti e quali criteri stanno guidando le diverse scelte?
Nel merito della lettera con cui Giani ha chiesto di sospendere la procedura di nomina emergono poi elementi rilevanti: ritardi nell'esecuzione di alcuni mandati regionali, criticità organizzative, l'interruzione del rapporto di lavoro con il direttore Patrizia Coletta e il relativo strascico giudiziale, oltre alla necessità, secondo il Presidente, di procedere ad una razionalizzazione della struttura.
Ma se questi problemi sono abbastanza gravi da determinare il commissariamento della Fondazione, è necessario che vengano illustrati compiutamente al Consiglio, visto che parliamo comunque di una struttura interamente controllata dalla Regione, con un bilancio di circa un milione e mezzo di euro, che svolge un ruolo importante nel sistema dello spettacolo dal vivo della Toscana.
Così come merita un confronto l'annuncio di Giani sul fatto che il commissariamento sarà soltanto una fase transitoria e che Fondazione Toscana Spettacolo verrà trasformata in un'agenzia della Regione.
Il processo di riorganizzazione degli enti regionali non può trasformarsi in una partita di nomine in cui ogni forza della maggioranza cerca di trovare la propria collocazione.
Per tutto quanto sopra esposto, ho scritto una lettera al Presidente della Commissione Cultura Diletta Fallani, chiedendo la calendarizzazione urgente dell'audizione del Presidente Eugenio Giani. Credo che sia arrivato anche il momento di fare chiarezza sul metodo con cui la Regione sta affrontando complessivamente la riorganizzazione dei propri enti. Non vorremmo che, ancora una volta, la sinistra facesse prevalere l'amichettismo al merito.
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