
Stamani, a Scarperia e San Piero, insieme ad Alessandro Tomasi, abbiamo presentato la nostra proposta di legge sullo sport.
Oggi lo sport ha un ruolo enorme nella vita delle famiglie e dei ragazzi, ma la Regione Toscana continua a lavorare con una legge del 2015 che, su molti aspetti, non è più adeguata.
I numeri ci dicono che c’è un problema serio di partecipazione dei giovani. Nel 2022 appena l’8,4% degli adolescenti toscani raggiungeva l’ora di attività fisica giornaliera raccomandata e se guardiamo a chi fa almeno un’ora di movimento in almeno un giorno della settimana, siamo passati dall’88,2% del 2011 all’81,9% del 2025. Tra le ragazze il dato scende ulteriormente.
Non parliamo solo di sport agonistico, ma il tema vero è quello della salute, dei ragazzi che passano sempre più tempo davanti ad uno schermo, delle famiglie che spesso fanno fatica a sostenere i costi, di impianti che hanno bisogno di interventi e delle associazioni sportive che fanno un lavoro enorme sul territorio.
La nostra proposta di legge cerca di intervenire su tre cose molto concrete.
La prima è riportare al centro un vero piano regionale per lo Sport. La Regione deve sapere dove vuole andare, quali sono le priorità, quali territori hanno più bisogno di impianti e dove ci sono maggiori difficoltà nell’accesso allo sport. E dentro questo piano vogliamo inserire anche il contrasto all’abbandono sportivo, soprattutto tra i giovani, e temi come bullismo, isolamento sociale e disturbi alimentari.
La seconda è creare una Consulta regionale dello Sport. Perché le politiche sportive non possono essere decise soltanto negli uffici della Regione, ma bisogna ascoltare chi ogni giorno gestisce una palestra, una società, un campo sportivo, oltre che i Comuni, il CONI, il mondo paralimpico, le federazioni, gli enti di promozione, la scuola e l’università. Serve un luogo in cui questi problemi possano arrivare direttamente a chi poi deve prendere le decisioni.
Il terzo punto riguarda impianti e contributi. Vogliamo che la Regione abbia finalmente una fotografia seria dei bisogni dei territori e che le risorse vengano assegnate con criteri chiari, attraverso bandi trasparenti e con delle priorità. Perché oggi troppe società sportive non sanno quali risorse arriveranno, quando arriveranno e su quali interventi potranno contare.
Abbiamo poi una convinzione che sta alla base di tutto, che i soldi spesi nello sport sono un investimento. Un ragazzo che fa sport sta meglio, socializza, impara delle regole e spesso trova nella società sportiva una seconda famiglia. Oltre al fatto che una persona che mantiene uno stile di vita attivo ha anche maggiori possibilità di stare bene negli anni. Quindi investire nello sport significa investire anche in prevenzione e alleggerire, nel tempo, il peso sul sistema sanitario.
Questa proposta vogliamo dedicarla a Lorenzo Bosi, presidente della Rondinella Marzocco, che ci ha lasciato prematuramente lo scorso anno e con cui avevamo parlato tante volte proprio del valore sociale delle associazioni sportive e della necessità di un aiuto concreto da parte delle istituzioni.
L’obiettivo, alla fine, è quello di dare alla Toscana una politica sportiva più seria e soprattutto più vicina a chi lo sport lo vive tutti i giorni.
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