Legalità

Cpr, certificati falsi per i migranti per evitare trasferimenti: perquisiti i medici

A Firenze numeri preoccupanti: il 70% degli stranieri sottoposti a visita medica sono stati giudicati inidonei al trasferimento

A Firenze, quasi il 70% dei cittadini stranieri sottoposti a visita medica per il trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio è stato giudicato non idoneo nei primi quattro mesi del 2026 al Santa Maria Annunziata. Un dato inquietante, emerso grazie all’accesso agli atti alla USL Toscana Centro che ho fatto insieme ai Consiglieri regionali Diego Petrucci e Jacopo Cellai e che, alla luce degli ultimi sviluppi dell’inchiesta di Ravenna sui certificati medici per i CPR, non può essere sottovalutato.
Nel 2025 erano stati 46 su 105 i soggetti destinatari di provvedimenti di espulsione sottoposti a visita medica e dichiarati non idonei al trasferimento: quasi il 44%. Nei primi quattro mesi del 2026, invece, sono stati 34 su 50: quasi il 70%. Numeri di questa portata sollevano interrogativi precisi e rendono doveroso approfondire.

Oggi, alla luce degli sviluppi dell’inchiesta, quegli interrogativi sono ancora più attuali.
Attendiamo con fiducia l’esito del lavoro della magistratura. Ma la politica non può accorgersi dei problemi soltanto quando arrivano le perquisizioni.
E se da una parte c’è un Governo che sta lavorando per contrastare l’immigrazione clandestina e rendere effettivi i rimpatri di chi non ha diritto di restare in Italia, dall’altra è doveroso capire se qualcuno possa aver cercato di ostacolare questo lavoro, finanche arrivando, come ipotizzato dall’inchiesta, a violare la legge per impedire l’applicazione delle procedure di rimpatrio. Se così fosse, sarebbe una condotta intollerabile. Su questo non possono esserci zone d’ombra: chiunque abbia sbagliato dovrà risponderne.

L’iter per il trasferimento dei migranti irregolari nei Cpr

Prima di essere assegnati a un Cpr i migranti irregolari che hanno commesso reati devono essere sottoposti a visita medica di idoneità. Il trasferimento, infatti, non è possibile nel caso in cui il soggetto in questioni abbia delle patologie infettive, psichiatriche o malattie croniche. Ma non solo.

A quanto risulta, alcuni migranti irregolari evitano il Cpr facendosi scudo di altre motivazioni. Secondo quanto riportato nei documenti dell’Usl, è emerso come possa essere dichiarata l’idoneità nel caso in cui l’accertamento medico non risulti possibile a causa delle “barriere linguistica non superabile”. Insomma, se il migrante parla, come si potrebbe pensare, una lingua che il medico non può comprendere allora non deve essere trasferito nel Cpr per il rimpatrio.

Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria

Si allargano i confini dell’inchiesta che, nel febbraio scorso, coinvolse otto medici in servizio a Ravenna, indagati per falso e interruzione di pubblico servizio relativamente a 34 certificati di idoneità al trasferimento nei CPR considerati falsi.

La Polizia di Stato – con il Servizio Centrale Operativo e la squadra Mobile di Ravenna – su mandato della Procura di Ravenna, ha effettuato perquisizioni locali, personali ed informatiche a carico di oltre venti medici in nove città italiane, di cui due toscane: Firenze e Livorno. Destinatari dei decreti, a eccezione di un caso, medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari relative all’inchiesta aperta a Ravenna.

Inchiesta basata sull’ipotesi di rilascio da parte di medici di certificati inidoneità ai CPR redatti con l’obiettivo di impedire il trattenimento dei migranti irregolari nei centri di permanenza per il rimpatrio. Per tre degli otto medici indagati a Ravenna, tutti allora in servizio presso il reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale ravennate, è scattata l’interdizione dalla professione per 10 mesi, per gli altri il divieto di occuparsi di certificati per i Centri di permanenza per il rimpatrio.

Il Pm: “Contesto organizzativo ampio e ramificato”

Dall'indagine si delinea "un contesto organizzativo ampio e ramificato attraverso una rete di medici che mettono in atto strategie al fine di contrastare l'associazione degli immigrati irregolari al Cpr". Lo scrive il pubblico ministero di Ravenna Angela Scorza, motivando le ragioni per cui ha disposto la perquisizione dei 23 medici, nell'ambito dell'indagine per associazione a delinquere contestata a quattro persone. Tra gli elementi sottolineati c'è la diffusione di una "bozza", impiegata in diversi ospedali, da utilizzare per i moduli di non idoneità. Questo dimostrerebbe, per la procura, l'esistenza di un coordinamento.

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MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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© 2026 Matteo Zoppini

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