Università e diritto allo studio
Residenze universitarie: Dino campana e via del Mezzetta strutture in buono stato, ma circondate da occupazioni, insicurezza e abbandono

Continuano i nostri sopralluoghi nelle residenze universitarie di Firenze. È la volta della residenza Dino Campana, situata nel complesso dell’ex ospedale di San Salvi, e della residenza in via del Mezzetta, dove mi sono recato insieme al portavoce dell'opposizione, Alessandro Tomasi.
Entrambe le residenze sono in buono stato, considerando le condizioni in cui versano altre strutture nella nostra città, come la residenza Calamandrei, ma le criticità - anche in questo caso - sono evidenti: non tanto nelle strutture, ma nel contesto in cui sono inserite. Infatti, molte camere sono singole con letti e arredi in ottimo stato e cucina.
Il problema, però, è l'ambiente nel quale queste sono inserite. L’area del vecchio ospedale di San Salvi è poco attrattiva e scomoda per gli studenti, che ogni mattina sono costretti a raggiungere l’università con i mezzi pubblici che, tra traffico e ritardi, trasformano il viaggio in una vera e propria odissea: oltre un'ora di media.
L'ingresso alla residenza Dino Campana è pericoloso, e lo stato di degrado è evidente: strutture abbandonate, spesso occupate da spacciatori e senza nessuna illuminazione, costringendo così numerosi studenti all’insicurezza.
L’Asl, proprietaria di questo immobile, deve decidere cosa fare, e deve farlo adesso. L’idea più logica sarebbe recuperare e rinnovare la struttura, trasformandola in un’altra residenza: così non solo aumenterebbe l'attrattività di una zona degradata ma con un grande potenziale, ma aiuterebbe anche a ristabilire sicurezza e legalità in un luogo storico che dovrebbe essere frequentato solo da studenti e cittadini, e non da delinquenti o spacciatori.
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