
Domenica, insieme all’amministrazione comunale di Firenzuola, ho avuto il piacere di inaugurare la 31esima edizione “Dal Bosco e dalla Pietra”.
Può una pietra suonare? È da questa domanda che si articola questa edizione e che mette al centro la pietra serena che, da secoli, definisce il paesaggio, l’architettura e l’identità di questo territorio. In questa edizione la pietra viene presentata sotto una luce nuova: non soltanto come materiale da costruzione e da lavorazione, ma come materia capace di generare suono. Una fusione racchiusa nella grande chiave di violino, al centro della piazza, realizzata con erba e pietra serena lavorata e che sintetizza il dialogo tra natura, materia, artigianalità e musica.
L'idea di esplorare le potenzialità sonore della pietra nasce dall'incontro con esperienze artistiche che hanno saputo rivelare una dimensione inattesa della materia: come Pinuccio Sciola che - con le sue celebri Pietre Sonore - ha mostrato come la pietra possa diventare strumento musicale e mezzo espressivo. Il vero obiettivo di questa edizione è capire quali sonorità la pietra serena - materiale che da anni caratterizza questo territorio - possa esprimere. Attraverso tagli e incisioni di diversa profondità sono emerse vibrazioni e timbri inattesi, capaci di restituire una nuova percezione di una materia apparentemente silenziosa.
Una giornata dove la tradizione di questo territorio è stata protagonista, a partire dal tabarro, indumento che ho avuto il piacere di indossare, e che porta con sé una storia secolare usato da artigiani e pastori. E poi la pietra serena lavorata magistralmente dagli Scalpellini di Firenzuola che rappresentano un’arte che costituisce un patrimonio importante ed un’identità da valorizzare per il territorio.
Grazie all’amministrazione comunale di Firenzuola per l’invito a questa importantissima edizione, dove la pietra serena ha fatto da protagonista unendo musica, tradizione ed identità.
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