Ambiente e territorio
Dino campana è cultura, appartenenza e identità mugellana. Presentata una mozione per valorizzare la storia del poeta e promuovere cultura e turismo nell’Alto Mugello

Dino Campana, scrittore nato a Marradi nel 1885, rappresenta una figura di rilievo nella letteratura italiana ed europea del Novecento, il cui capolavoro, i Canti Orfici, costituisce una pietra miliare della poesia moderna.
Il legame tra il poeta ed il Borgo di Marradi, caratteristico paese incastonato nell’Appennino Tosco-Romagnolo, è fortissimo e rappresenta un patrimonio culturale unico per tutta la Toscana. Proprio qui, il poeta ha sviluppato la sua sensibilità poetica, che è legata indissolubilmente con la geografia e le tradizioni di questo territorio.
Un legame che deve essere tramandato di generazione in generazione per lo sviluppo del tessuto culturale, dell’identità e delle tradizioni locali.
In un momento storico dove i comuni montani e le aree interne della Toscana, ed in particolare l’Alto Mugello, affrontano sfide complesse legate al rischio di spopolamento ed al progressivo impoverimento dei servizi
essenziali, la valorizzazione del patrimonio letterario e culturale rappresenta un fattore strategico per lo sviluppo culturale, l’identità e la diffusione della storia del territorio e dei suoi simboli più significativi.
La figura di Dino Campana dovrebbe uscire da una dimensione puramente locale per essere posta al centro delle politiche culturali e turistiche di livello regionale e nazionale. Questo è un compito primario delle Istituzioni, che devono sostenere i comuni montani nella valorizzazione delle proprie identità storiche e artistiche, attraverso strumenti di programmazione e risorse adeguate.
Questo è il nostro obbiettivo, e per questo ho presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere alla Regione Toscana di prevedere, nei prossimi atti di variazione di bilancio, congrue e specifiche risorse destinate alla valorizzazione di Dino Campana, delle sue opere ed al sostegno strutturale delle attività del Centro Studi Campaniani di Marradi.
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