Nomina del Garante per l’infanzia: il manifesto del sistema di potere in Toscana

28 apr 2026

Il Garante per l’infanzia è una figura che richiede competenze e qualifiche particolari. Lo dice chiaramente la legge che lo istituisce, lo dice anche il buon senso. Ma per il centrosinistra toscano non è così. E non lo è stato, da una decina di anni a questa parte.

Tant’è che in 15 anni di vita per ben cinque questo ruolo è rimasto vacante.

Riavvolgiamo il nastro: il primo garante per l’Infanzia regionale fu nominato dal Consiglio regionale (perché sua è la competenza) nel 2011. Nel 2015 le dimissioni e l’avvio dell’iter per la nuova nomina. Iter durato ben quattro anni. Nel mezzo i tentativi della maggioranza di centrosinistra nel trovare un’intesa, per conciliare le esigenze. A tutela dei bambini? No, a tutela degli appetiti dei partiti. E a chi pensano? Non ad un esperto di settore ma ad un tabaccaio. O in alternativa a un ex assessore comunale del Pd. Era il 2017, il campo largo non esisteva e il M5S insorse. I due nomi furono ritirati e ci vollero altri due anni prima di arrivare alla nomina della nuova garante.

Passano i sei anni previsti dalla legge e a maggio 2025 scade il suo mandato, proprio alla vigilia delle elezioni regionali. Un momento perfetto per avviare la procedura di selezione, che prevede autocandidature. Ne arrivano otto, e tra queste spunta anche quella di un consigliere giornale uscente di Italia Viva, risultato non eletto e rimasto fuori dalla partita della Giunta regionale. Fare il Garante per l’Infanzia non è certo come essere assessore, ma è comunque un ruolo di prestigio. E così, come prevede la legge, un gruppo consiliare - quello della lista per cui si era candidato alle regionali - lo “sponsorizza”, condizione necessaria per sottoporre a voto il suo nome.

Ma quali competenze specifiche ha? Nessuna, se non aver fatto il sindaco e il consigliere regionale, presiedendo per cinque anni la commissione Sanità. Eppure il prescelto è lui. Ma all’indicazione non segue un voto immediato. Così l’aspirante Garante ci tiene a far sapere che lui era anche aspirante assessore, ma qualcuno non ha rispettato gli impegni. “Hanno dato tutto, tanto a tutti”, ammette candidamente in tv ricordando di aver favorito la presentazione della lista elettorale di Casa Riformista e ottenuto molti voti. E rivendicando un ruolo proprio in virtù di quell’impegno.

Ecco, questo è come il centrosinistra considera il garante per l’infanzia: un ruolo usato come compensazione, una poltrona di ripiego per accontentare gli appetiti politici del centrosinistra. Con buona pace dei diritti dei bambini.

Questo è la dimostrazione plastica di come funziona il sistema di potere in Toscana. Dove una poltrona non si nega a un compagno che si è impegnato non si nega. Neanche se in totale spregio alle leggi, neanche se il ruolo riguarda l’infanzia.

Noi non ci stiamo. In aula voteremo ovviamente no a quel nome e intanto abbiamo rinnovato le nostre richieste: riaprire le autocandidature, valutare i curricula degli aspiranti garanti e scegliere sulla base del merito. La scelta del garante per l’infanzia non deve essere piegata a merce di scambio politico.


MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

Navigazione

Informazioni

Seguimi

© 2025 Matteo Zoppini

MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

Navigazione

Informazioni

Seguimi

© 2025 Matteo Zoppini

MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

Navigazione

Informazioni

Seguimi

© 2025 Matteo Zoppini