Cultura

Villa Ambrogiana: un patrimonio da restituire alla Toscana

Migliorare i collegamenti verso il “Valdisieve Hospital”. La Regione valuti le ipotesi - Matteo Zoppini, consigliere regionale Toscana

La Villa Medicea dell'Ambrogiana è uno dei beni culturali più importanti della Toscana e luogo simbolo della nostra Regione che, dopo oltre un secolo di utilizzo come manicomio criminale e successivamente come Ospedale Psichiatrico Giudiziario, ha finalmente l'opportunità di tornare a vivere.

Per questo ho chiesto che la Quinta Commissione del Consiglio regionale dedicasse un'audizione specifica allo stato di avanzamento del progetto di valorizzazione della Villa. L'obiettivo era quello di fare chiarezza, ascoltando tutti i principali soggetti coinvolti e capire concretamente a che punto fosse un percorso atteso da anni.

Un ringraziamento è dovuto, oltre che al Presidente della Commissione consiliare per aver accolto la mia richiesta, ai rappresentanti intervenuti del Comune di Montelupo Fiorentino (in primis il Sindaco Simone Londi e il Presidente della Commissione speciale Villa Medicea Federico Pavese), al Soprintendente Gabriele Nannetti e a tutti coloro che, a vario titolo, stanno lavorando per restituire questo straordinario complesso alla collettività.

Dall'audizione è emerso un quadro certamente positivo.

Il Sindaco Simone Londi ha ripercorso il lavoro portato avanti dal 2017, ricordando la forte accelerazione impressa negli ultimi anni grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Comune di Montelupo Fiorentino e la Regione Toscana. Una collaborazione che ha permesso di arrivare ad un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro, frutto dei 12 milioni stanziati dal Ministero e altrettanti dalla Regione Toscana.

Il Soprintendente Gabriele Nannetti ha confermato che il progetto è ormai entrato in una fase decisiva. Proprio in questi giorni è stato infatti firmato l’accordo di valorizzazione dell'immobile, passaggio necessario per consentire al Ministero della Cultura di proseguire il percorso che porterà alla costituzione della Fondazione prevista per il rilancio della Villa. Un segnale concreto che dimostra come, dopo anni di lavoro preparatorio, la macchina amministrativa sia pronta a compiere un ulteriore passo avanti.

Un aspetto che mi ha particolarmente colpito è stato il clima di collaborazione istituzionale che ha accompagnato questo percorso. Dall'audizione è emerso chiaramente il grande lavoro svolto dal Comune di Montelupo Fiorentino, che in questi anni ha creduto con convinzione nel recupero della Villa, contribuendo a mantenere alta l'attenzione su un progetto strategico per tutto il territorio. Un impegno condiviso, testimoniato anche dal lavoro svolto dal Presidente della Commissione speciale Federico Pavese insieme al Sindaco Simone Londi, che dimostra come sui temi importanti il confronto nelle istituzioni possa andare oltre le appartenenze politiche e tradursi in un obiettivo comune. Non è un caso che, nel corso degli anni, la Villa sia stata visitata da ben tre Ministri della Cultura appartenenti a governi di diverso orientamento politico (Franceschini, Sangiuliano e Giuli), oltre che dall'attuale Ministro del Turismo Mazzi. Una conferma di come il recupero dell'Ambrogiana rappresenti un progetto di interesse nazionale.

Nel mio intervento ho ritenuto però doveroso evidenziare anche alcuni aspetti sui quali era necessario fare chiarezza.

Innanzitutto ho affrontato il tema della futura governance della Villa, chiedendo chiarimenti sull'ipotesi circolata di una Fondazione comune tra la Villa Ambrogiana e la Villa Medicea di Careggi. Da questo punto di vista, la risposta del Soprintendente è stata chiara: non risulta alcun percorso in questa direzione e gli atti recentemente sottoscritti riguardano esclusivamente la Villa Ambrogiana.

Abbiamo poi discusso della futura destinazione culturale del complesso e nel dibattito è tornata anche l'ipotesi degli Uffizi Diffusi, proposta negli anni della direzione di Eike Schmidt, insieme alla possibilità di riportare nella Villa alcune opere storicamente legate al luogo fin dall'epoca medicea. Il Soprintendente ha richiamato anche altre prospettive di valorizzazione, tra cui quella di una possibile Scuola Superiore della Cultura.

Un altro elemento significativo emerso dall'audizione riguarda il modello di gestione. Più ancora dello strumento giuridico che verrà individuato, sarà determinante il contenuto del piano strategico che il Comitato tecnico sarà chiamato ad elaborare. Su questo punto il Soprintendente ha richiamato esperienze già consolidate, evidenziando come sarà proprio il progetto culturale a determinare il successo della futura valorizzazione.

L'audizione ha quindi rappresentato un'importante occasione di approfondimento e confronto e ha confermato come il percorso avviato negli ultimi anni stia entrando nella sua fase più concreta. Adesso sarà fondamentale proseguire con determinazione, affinché gli impegni assunti si traducano finalmente nella riapertura e nella piena valorizzazione culturale di uno dei complessi medicei più prestigiosi della Toscana.

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MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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