
Improvvisazione e scarsa trasparenza.
Da un lato il Consiglio regionale che non conosce le intenzioni della Giunta e avvia la procedura per le nomine, peraltro con i soliti noti autocandidati. Procedura poi stoppata dal presidente Giani con una lettera che lascia trasparire la volontà di rimettere profondamente mano a Fondazione Toscana Spettacolo, con contenuti che avrebbero meritato una condivisione con la Commissione Cultura e tutto il Consiglio, a partire dal ritardo nell'esecuzione di alcuni mandati regionali e l'interruzione del rapporto di lavoro con la direttrice e il relativo strascico giudiziale.
Per questo motivo non è auspicabile ma tassativo che il presidente Giani riferisca alla commissione Cultura su queste questioni e sugli indirizzi che la Giunta regionale intende seguire nel percorso di trasformazione della Fondazione.
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