Lione: 23enne pestato a morte da antifascisti militanti. Ucciso perché di destra
14 feb 2026
A Lione un ragazzo di 23 anni, Quentin, è stato ucciso dopo essere stato inseguito, scaraventato a terra e ripetutamente colpito a calci mentre cercava di difendere alcune ragazze del movimento Némésis, aggredite da un gruppo di antifascisti militanti.
Un fatto di una gravità assoluta.
Un’aggressione brutale che si inserisce in un clima di odio ideologico sempre più evidente. Quentin è morto per ciò che rappresentava, per le idee che difendeva, per aver preso posizione.
Ci sono pagine della storia che pensavamo di aver definitivamente archiviato, in cui giovani venivano uccisi per la sola colpa di pensarla in modo diverso. Quanto accaduto a Lione riporta a quella stessa logica: la violenza politica usata dall’estrema sinistra come strumento di intimidazione e annientamento dell’avversario.
Un omicidio politico che non può essere minimizzato, relativizzato o ignorato. E che interroga un’Europa in cui, troppo spesso, la violenza viene tollerata o giustificata quando arriva da una certa parte politica.
La condanna deve essere netta e unanime.
Morire a 23 anni per mano dell’odio politico è inaccettabile. La morte di Quentin non può finire sotto silenzio.
Giustizia per Quentin.
