Comuni montani, dalla sinistra toscana solo propaganda: il governo Meloni assicura risorse mai viste prima
16 gen 2026
Nell'ultimo Consiglio regionale la sinistra ha presentato una mozione per polemizzare contro il governo nazionale, facendo finta di voler difendere i territori e le comunità toscane. Nessuna proposta concreta né assunzioni di responsabilità, nonostante la possibilità di utilizzare strumenti che la Regione già possiede. Solo allarmismo e propaganda.
La mozione tentava di colpire la legge 131/2025 (Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane), omettendo però che chi ha messo risorse vere sui comuni montani non è stato il Partito Democratico, non è stata la sinistra e non sono stati i governi precedenti, ma è stato il governo Meloni, che negli anni ha quadruplicato i fondi portandoli a 200 milioni di euro. Fino ad ora il tema era stato lasciato in fondo alla lista delle priorità, poi il PD si è svegliato, usando la Regione come clava politica.
Tra i bersagli della mozione ci sono i criteri di classificazione dei Comuni montani previsti dall’articolo 2 della stessa legge, accusati di penalizzare l’Italia centrale perché basati su altitudine e pendenza. Da qui la narrazione allarmistica di conseguenze negative per la Toscana.
Risulta difficile prendere sul serio e leggere le preoccupazioni da parte di chi, per anni, ha classificato come Comuni montani città come Roma o Bologna, drenando risorse destinate a territori che montani lo sono davvero. La maggioranza prenda atto che si sta invece tentando di riportare finalmente la classificazione dei Comuni montani a un criterio serio, non ideologico e non clientelare, per aiutare i veri territori di montagna.
E se la maggioranza regionale crede davvero che alcuni Comuni appenninici rischino di rimanere fuori dalla classificazione, la soluzione non è sicuramente una mozione contro il Governo, ma l’utilizzo degli enormi strumenti che la Regione ha già in mano. Le Regioni dispongono infatti di una quota di circa il 50% del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane, destinata proprio ad estendere gli interventi e sostenere territori con caratteristiche particolari. Ma per farlo servono atti e programmazione, non inutile propaganda in Consiglio.
