Legalità

Autisti aggrediti, passeggeri minacciati, borseggi e rapine: la sinistra smetta di tollerare l'insicurezza sui mezzi pubblici. Ecco cosa dovrebbe fare la Regione Toscana


Aggressioni, sputi, minacce e furti: sono episodi che troppo spesso coinvolgono autisti e passeggeri dei mezzi pubblici della nostra città e della nostra Regione.

Una situazione che non può più essere tollerata. A Firenze, soltanto dall'inizio del 2026, circa 50 autisti di Autolinee Toscane si sono dimessi. Un dato preoccupante, che si inserisce in un quadro di condizioni di lavoro sempre più difficili, tra stress, aggressioni e turni pesanti.

Negli ultimi mesi si sono susseguiti episodi gravissimi. A febbraio un ragazzo di 17 anni è stato trascinato fuori dalla tramvia di Firenze e violentato. A luglio un'autista è stata minacciata di morte da un passeggero, mentre ad agosto un conducente è stato preso a pugni dopo un guasto al mezzo, finendo in ospedale. A settembre, ad Arezzo, un controllore è stato aggredito durante una verifica dei biglietti, riportando 20 giorni di prognosi. E ancora a ottobre, a Firenze, una conducente è stata insultata e raggiunta da uno sputo.

La sicurezza di chi lavora e di chi utilizza quotidianamente autobus, tramvie e treni deve tornare a essere una priorità.

Per questo, come Fratelli d'Italia, abbiamo presentato in Consiglio regionale una mozione, con primo firmatario il consigliere Gabriele Veneri, che ha l'obiettivo di consentire alle Forze dell'Ordine, alle Forze Armate e al personale della vigilanza privata di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici della Toscana, purché indossino la divisa di ordinanza.

L'obiettivo è quello di incentivare la presenza di personale in uniforme a bordo dei mezzi, rendendola un deterrente contro episodi di violenza, vandalismo, microcriminalità ed evasione del biglietto, contribuendo così ad aumentare la sicurezza percepita da passeggeri e lavoratori.

In Toscana esistono già alcune agevolazioni per determinate categorie delle Forze dell'Ordine, mentre altre Regioni, come Liguria ed Emilia-Romagna, hanno previsto forme di libera circolazione per il personale in divisa.

Naturalmente questa proposta non può sostituire gli interventi strutturali necessari per garantire la sicurezza sui mezzi pubblici, ma può rappresentare un ulteriore strumento di prevenzione. La Regione Toscana ha il dovere di affrontare questo problema e di dare risposte a chi ogni giorno prende un mezzo pubblico per andare a lavorare, studiare o semplicemente spostarsi.

La sicurezza non può essere considerata facoltativa, ma una condizione indispensabile per garantire un servizio pubblico dignitoso, efficiente e accessibile a tutti.

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MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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© 2026 Matteo Zoppini

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