Residenza universitaria senz’acqua: pompe rotte nei giorni dei lavori di Publiacqua. I disagi potevano essere evitati

Presenterò un’interrogazione nel prossimo consiglio regionale: l’assessore Manetti chiarisca sulla coincidenza temporale e sui costi complessivi. E non fugga dal confronto nelle sedi istituzionali, altro che tavoli.

La rottura delle pompe dell’acqua della residenza universitaria Calamandrei è avvenuta negli stessi giorni in cui Publiacqua ha effettuato lavori sulle condotte. Una coincidenza? Oppure i guasti potevano essere evitati se ARDSU avesse le stesse accortezze che hanno avuto le famiglie e le imprese di Firenze? Se di inadempienza si parla, quanto è costata tra soggiorni temporanei degli studenti presso residenze alternative e la sostituzione delle pompe?

Una strana coincidenza temporale, quella relativa al guasto alle pompe idrauliche della residenza universitaria Calamandrei di Firenze. Impianti per certo vecchi e bisognosi di manutenzione – non effettuata nonostante i 4,5 milioni di euro non spesi dall’ARDSU – ma che probabilmente non si sarebbero rotti definitivamente se qualcuno avesse tenuto in considerazione i notissimi interventi di Publiacqua.

Mettiamo insieme le date: gli studenti che alloggiano presso la residenza universitaria Calamandrei hanno denunciato la mancanza di acqua corrente nel fine settimana del 16 e 17 maggio. Negli stessi giorni Publiacqua ha realizzato interventi di raddoppio e rinnovo della cosiddetta Autostrada dell’Acqua a Firenze. Interventi annunciati nelle settimane precedenti, con tanto di invito a famiglie e attività commerciali a non utilizzare lavatrici e lavastoviglie per scongiurare il rischio di bruciarli a causa del mancato afflusso di acqua. Avviso ascoltato e accolto da tutti, tranne che da chi gestisce la residenza universitaria Calamandrei. Difficile pensare che sia una coincidenza.

L’assessore Manetti ci ha edotto circa i fatti, annunciando che domenica gli studenti che risiedono presso la Calamandrei potranno riprendere possesso degli alloggi. Ma deve spiegare non solo quel che è successo, ma perché è accaduto e soprattutto se poteva essere evitato. Così come deve dare risposte sulle politiche regionali in ambito universitario. E lo deve fare nelle sedi istituzionali, a partire dalla commissione consiliare, e non in tavoli inventati da lei proprio per fuggire dal confronto.

MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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© 2026 Matteo Zoppini

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