Il Rettore di Firenze lancia l'allarme sulla mancanza di alloggi. E da sinistra partono attacchi scomposti contro l'Ateneo
4 feb 2026
Il dibattito sugli alloggi universitari in Toscana nasce da dati, documenti e una serie di criticità che, nel corso delle ultime settimane, sono emerse con sempre maggiore evidenza nelle sedi istituzionali della Regione.
Nel corso delle discussioni in Commissione e in Consiglio regionale, analizzando i numeri di ARDSU Toscana, ho più volte evidenziato come il sistema degli alloggi universitari presenti problemi strutturali che incidono direttamente sul diritto allo studio e sull’attrattività del sistema universitario toscano. Da queste discussioni è emerso con forza un tema non contestabile che si evince in maniera molto chiara dai documenti: una quota sempre più elevata di studenti, pur avendo diritto ad un posto in residenza, sceglie di non accettarlo.
Secondo i dati ufficiali di ARDSU, negli ultimi tre anni la percentuale di studenti che rifiutano il posto alloggio è salita fino a circa il 66 percento. Un dato che non può essere liquidato come una semplice preferenza individuale, soprattutto in un contesto come quello fiorentino, dove il mercato privato degli affitti presenta costi tra i più alti d’Italia.
È in questo quadro che si inserisce la presa di posizione del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Petrucci, che ha confermato pubblicamente come il caro affitti e la carenza di alloggi rappresentino ormai un ostacolo concreto alla possibilità stessa di frequentare l’Università. Un intervento istituzionale, coerente con il ruolo di chi guida un Ateneo e ne tutela la comunità accademica.
La reazione del Presidente Giani, tuttavia, ha scelto un’altra strada. Invece di affrontare nel merito le criticità emerse, il Presidente si è mostrato offeso e ha attaccato il Magnifico Rettore in modo scomposto. Una reazione che ha finito per spostare il focus dal problema reale - la gestione regionale del diritto allo studio - a una polemica personale del tutto fuori luogo.
A rendere la situazione ancora più grave si è aggiunto anche l’intervento del Sindaco di Firenze, Sara Funaro, che ha scelto di attaccare il Magnifico Rettore con toni stizziti e senza alcuna argomentazione. Un attacco che conferma un atteggiamento diffuso e preoccupante: l’idea che il Magnifico Rettore debba limitarsi ad eseguire le direttive e i diktat che provengono dalla sinistra fiorentina, rinunciando al proprio ruolo di guida autonoma dell’Ateneo. Una visione distorta delle istituzioni, figlia di un potere che come al solito non accetta critiche né confronto e che reagisce in modo scomposto ogni volta che qualcuno osa metterne in discussione le scelte politiche.
È bene ricordare con chiarezza che gli alloggi universitari non sono competenza del Magnifico Rettore, ma della Regione Toscana, attraverso ARDSU, che è un ente strumentale. L’Università non programma le residenze, non decide gli investimenti e non stabilisce le politiche tariffarie. Può però, anzi deve, segnalare quando una criticità diventa un fattore di esclusione per gli studenti.
La questione degli alloggi universitari non può neanche essere separata dalle scelte urbanistiche e politiche che negli ultimi anni hanno trasformato Firenze. Politiche scellerate che hanno favorito la desertificazione del centro storico, spinto fuori residenti e studenti e consentito la proliferazione di alberghi mascherati da studentati, più funzionali al mercato turistico che al diritto allo studio. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: meno case per chi studia, affitti più costosi e una città sempre meno accessibile.
In questo contesto, il Magnifico Rettore ha semplicemente fatto ciò che compete a chi guida un Ateneo, ovvero denunciare una realtà evidente e ormai insostenibile. Il Presidente Giani, invece, ha scelto di non chiarire quali scelte regionali abbiano prodotto l’attuale situazione né come la Regione intenda correggere politiche che hanno favorito la speculazione sulla testa degli studenti e aggravato l’emergenza abitativa, limitandosi ad un attacco personale del tutto fuori luogo.
Proprio per ristabilire un principio di correttezza istituzionale ho presentato una mozione di solidarietà al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Petrucci, chiedendo al Consiglio regionale di prendere atto che chi segnala un problema reale non va attaccato, ma ascoltato. Vedremo se, di fronte a questa richiesta, la sinistra toscana sceglierà di avallare le parole e gli attacchi deliberati del Presidente Giani e del Sindaco Funaro contro l’Ateneo fiorentino, oppure se deciderà finalmente di salvaguardarne l’autonomia e l’indipendenza, mettendo al centro i problemi degli studenti invece delle polemiche personali.
