Corecom Toscana: ritardi, scarsa incisività e attività da rafforzare. Bene gli indirizzi ma ora serve un salto di qualità

14 apr 2026

Nel corso della seduta del Consiglio regionale siamo intervenuti sulla proposta di risoluzione relativa al programma di attività del Corecom per l’anno 2026, evidenziando una serie di criticità che riteniamo non più rinviabili.

Il primo dato, oggettivo, riguarda i tempi. Siamo ad aprile e il Consiglio si è trovato ad approvare un programma che, ai sensi dell’articolo 31 della legge istitutiva del Corecom, avrebbe dovuto essere presentato entro il 30 settembre dell’anno precedente. Un ritardo significativo, che si accompagna a un ulteriore elemento: non risultano rispettati neppure i termini per la trasmissione della relazione consuntiva sull’attività svolta nel 2025, prevista entro il 31 marzo.

 Di fronte a questo, la domanda è inevitabile: quale senso ha approvare oggi un atto con circa sette mesi di ritardo, in un momento in cui il Corecom dovrebbe già essere pienamente operativo?

 A questo si aggiunge una questione ancora più sostanziale. Quanti toscani conoscono il Corecom?

La risposta, purtroppo, è evidente: molto pochi. Eppure, il Corecom dovrebbe rappresentare il punto di riferimento regionale sul tema della comunicazione e dell’informazione. Dovrebbe essere, per sua natura, il comunicatore per eccellenza. Ma oggi questa funzione appare, nei fatti, largamente disattesa.

 Il Corecom è un organismo importante, che svolge funzioni sia proprie che delegate su materie rilevanti come la comunicazione, l’informazione e la tutela degli utenti. Proprio per questo, riteniamo necessario fare una riflessione seria su quanto queste attività incidano concretamente e su come vengano orientate. Nel lavoro svolto in Commissione queste criticità sono emerse con chiarezza e, su alcuni punti, è stato possibile trovare un punto di incontro, introducendo nella risoluzione indirizzi condivisi per migliorare l’azione dell’ente.

 Tra i progetti principali del Corecom c’è il cosiddetto “Patentino Digitale”, un percorso di formazione online che si conclude con il rilascio di un attestato sull’uso consapevole di internet. Dopo sette anni di attività, tra sperimentazione e attuazione, il progetto risulta attivo in appena tredici scuole in tutta la Toscana, a fronte di un costo di circa 70mila euro a carico del Consiglio regionale.

Un dato che non può essere considerato soddisfacente.

A questo si aggiungono criticità anche sui contenuti, in particolare sui questionari proposti agli studenti per il rilascio dell’attestato. Tra le domande presenti nel programma delle attività si leggono quesiti come: “Hai avuto difficoltà nel comprendere le modalità di navigazione?” oppure “Hai avuto difficoltà nel compilare i test di valutazione dell’apprendimento?”, a cui – come facilmente prevedibile – pressoché il 100% degli studenti delle scuole secondarie, nati nell’era digitale, ha risposto negativamente. Se si vuole fare educazione su questi temi, è necessario farlo in modo serio, diffuso e credibile, altrimenti il rischio è quello di costruire iniziative formali, più utili a dire che qualcosa è stato fatto che a produrre un reale impatto educativo.

 Un altro tema centrale riguarda le attività convegnistiche e l’utilizzo delle risorse.

Su questo punto è stato inserito, su proposta emersa in Commissione, un principio chiaro: prima di ricorrere a relatori o collaborazioni esterne, il Corecom dovrà verificare la presenza di professionalità interne e programmare le attività in modo più trasparente e puntuale. Una scelta necessaria anche alla luce di alcune iniziative degli anni passati, con ospiti e contenuti spesso inadeguati e costi sostenuti. Non è accettabile pensare di destinare risorse a figure esterne, anche con profili discutibili, quando esistono già professionalità qualificate all’interno dell’ente.

 Tra gli aspetti condivisi c’è anche il rafforzamento delle risposte alle segnalazioni, in particolare nei periodi di par condicio, ambito nel quale si misura concretamente la funzione di vigilanza del Corecom.

 Allo stesso modo, è stato ribadito il valore delle attività di raccolta e analisi dei dati sul sistema dell’informazione regionale, oggi esistenti ma poco conosciute e poco utilizzate.

Un ruolo che si collega direttamente a quanto previsto dalla legge istitutiva del 2002, che affida al Corecom anche il compito di contribuire alla promozione della Toscana e al rafforzamento del legame con le comunità dei toscani all’estero. Un indirizzo che, nei fatti, negli ultimi anni è rimasto in larga parte inattuato.

 Permangono invece alcune scelte non condivise, come il mantenimento di premi in denaro per iniziative quali “Toscana in Spot” e i riconoscimenti per le tesi di laurea.

Una scelta discutibile anche alla luce dei numeri estremamente contenuti della partecipazione: sette partecipanti al bando “Toscana in Spot” nel 2025, a fronte di un premio di 10mila euro, e sedici per il premio tesi, con una media nell’ultimo quinquennio inferiore a dieci partecipanti.

Noi avevamo proposto un’impostazione diversa, orientata alla valorizzazione dei contenuti attraverso la pubblicazione e la diffusione dei lavori, ritenuta più coerente con la natura istituzionale dell’organismo.

 Il cuore dell’attività del Corecom si concentra nelle funzioni delegate, dove si svolge un lavoro importante e continuo legato alla vigilanza, alla tutela dei cittadini e al rispetto delle regole nel sistema della comunicazione. Un impegno che va riconosciuto.

Diversa è invece la percezione sulle funzioni proprie, che appaiono meno incisive, meno visibili e complessivamente meno efficaci.

A conferma di questo squilibrio, basti considerare che a fronte di circa 150mila euro annui per le indennità dei componenti del Corecom, le spese di gestione delle funzioni delegate si attestano poco sopra i 170mila euro.

 Alla luce di queste considerazioni, come gruppo di Fratelli d’Italia abbiamo comunque espresso voto favorevole alla risoluzione. L’atto approva infatti il programma di attività per il 2026 e contiene una serie di indirizzi condivisi che vanno nella direzione giusta: maggiore attenzione nell’utilizzo delle risorse, rafforzamento delle funzioni di vigilanza, ampliamento e miglioramento delle attività.

Resta però fondamentale verificare, nei fatti, che questi indirizzi si traducano in risultati concreti e in quel salto di qualità che riteniamo necessario per un organismo così importante.

MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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© 2025 Matteo Zoppini

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