Corecom Toscana: necessaria una riflessione sul futuro dell’ente

Nel corso della discussione in aula sul consuntivo 2025 del Corecom Toscana ho voluto porre alcune questioni che, a mio avviso, meritano una riflessione politica seria sul ruolo e sulle prospettive future dell’ente.

Nessuno mette in discussione l’utilità delle funzioni svolte dal Corecom, soprattutto sul fronte della tutela degli utenti, delle conciliazioni, del monitoraggio e delle attività legate al mondo dell’informazione e della comunicazione. Proprio per questo, però, credo sia legittimo interrogarsi su quale debba essere oggi il ruolo del Corecom dentro una società completamente trasformata dai social network, dall’informazione digitale e dalle nuove tecnologie.

 Durante il dibattito ho evidenziato come, leggendo il consuntivo 2025, si abbia la sensazione di un documento molto simile a quelli degli anni precedenti, con poche novità realmente percepibili all’esterno e come diverse indicazioni e linee guida emerse nel 2024 in Commissione Quinta e nella discussione sul bilancio previsionale sembrino essere rimaste in larga parte disattese, senza un reale cambio di passo nella programmazione dell’ente.

 Ogni volta che si parla del Corecom Toscana, inoltre, il dibattito finisce sempre per concentrarsi quasi esclusivamente sul Patentino Digitale, progetto che coinvolge appena 50 classi, ovvero 13 scuole toscane.

E allora viene quasi spontaneo chiedersi se abbia ancora senso continuare a identificarlo come progetto principale, quasi unico, del Corecom oppure se non sarebbe più corretto trasformarlo in una vera politica regionale strutturata sull’educazione digitale, coinvolgendo direttamente scuola, giovani e altri settori della Regione. Anche perché oggi il rischio è che il Corecom finisca per essere associato quasi esclusivamente al Patentino Digitale, quando invece dovrebbe avere un ruolo molto più ampio sui temi della comunicazione, dell’informazione e del rapporto con i media.

 C’è poi il tema, anch’esso già affrontato, dei bandi promossi dal Corecom, cioè il premio per le tesi di laurea e “Toscana in Spot”, che vedono una partecipazione molto basse e prevedono premi in denaro. Continuiamo a pensare che al posto dei contributi economici avrebbe molto più senso, come avevamo proposto, una valorizzazione dei contenuti attraverso la pubblicazione e la diffusione dei lavori, ritenuta anche più coerente con la natura istituzionale dell’organismo.

 Sulle attività delegate AGCOM c’è infine un dato che riteniamo debba far riflettere. Nella Relazione sulle attività proprie e delegate svolte dal Corecom della Toscana nel 2025 - Consuntivo 2025, emerge infatti che, a fronte di circa 693mila euro disponibili, risultano utilizzati poco più di 83mila euro, con oltre 610mila euro di avanzo, restando uno scarto enorme tra risorse disponibili e attività effettivamente realizzate nell’anno. E allora forse una riflessione sul funzionamento complessivo del sistema delle deleghe AGCOM andrebbe aperta, perché sarebbe importante riuscire a trasformare concretamente i finanziamenti in attività e servizi.

 La discussione sul Corecom, in aula come in Commissione, non avrebbe dovuto limitarsi all’esame contabile del consuntivo, bensì diventare l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro dell’ente e sul ruolo che può avere in una società sempre più dominata dalla comunicazione e dall’informazione digitale.

 

MATTEO ZOPPINI

Consigliere regionale della XII legislatura della Regione Toscana eletto nel collegio Firenze 2

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© 2025 Matteo Zoppini

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